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DAI RAGA
Società > Storia
Come nacque la Boschese
Giovanni Carena ne parlò... e furono subito d'accordo
IL PICCOLO, 25 giugno 1988

Tracciare un profilo di Giovanni Carena basandosi su ricordi ed impressioni ormai sfumate non è certamente facile considerando anche la complessità caratteriale del personaggio. Fisicamente alto e secco, con la pelle punteggiata di efelidi; vederlo pedalare chino sulla sua biciletta, anch'essa particolare perchè era un incrocio fra corsa e cross, sembrava uno di quegli infaticabili corridori olandesi segnati dalla sorte a restare eterni gregari.
Perchè Carena è stato un routier raccattatubolari agli albori del ciclismo, ma senza vittorie e senza maglia. Con la bicicletta, quotidianamente montata in lunghe escursioni lungo tutte le strade, aveva un rapporto d'amore e di passione morbosa. Poichè era introverso ed altero, poco incline alle amicizie durature, probabilmente non ha coltivato, avuto e ricambiato amori.
Viveva "solo" in una casa (oggi di proprietà del sig. Pippo Buffa che lo ricorda con affetto e dal quale ho avuto notizie interessanti) all'apparenza troppo grande per lui, avvolta in un alone di mistero, impenetrabile ai più. Pochissimi e per poco sono stati i suoi ospiti, mentre grande ospitalità avevano gatti e cianfrusaglie di ogni genere.
Possedeva la raccolta completa della "Gazzetta dello Sport" e proprio sulla soglia della sua casa ho visto e letto, per la prima volta, la "rosea".
Inoltre amava il nuoto che praticava, in diversi stili, nella roggia del lavatoio anche in condizioni climatiche proibitive quando le lavandaie, per alleviare i rigori dell'acqua fredda, di tanto in tanto si scaldavano le mani al fuoco che ardeva in fondo alla tettoia (i boschesi d'un tempo ricordano).
Non escludo la sua passione per il fondo ed il mezzofondo, specie d'inverno quando le strade erano impraticabili per la bicicletta. Uomo di sport "vero"! Praticante per se e organizzatore per gli altri.
Forse un giorno, dopo una corsa affaticante, rinfrescandosi sotto le cascate della roggia del mulino ai bordi del suo prato ebbe l'idea di metter su una squadra di calcio.
Il terreno c'era, verde e piano; la doccia anche, naturale. Molte cose nascono dall'associazione di idee; molte idee nascono dalla passione e dalla volontà di operare.
Ne parlò con quattro suoi amici che è doveroso ricordare: Pietro e Carlo Roveda, Paolino Tiberti e Pippo Pasquero.
Furono d'accordo anche perchè uniti da un pensiero ed un'idea comune.
Era nata la Boschese, anzi l'Audace Club Boschese.
Audace, non in omaggio alla moda linguistica del tempo, ma come coraggio e impertinenza.
L'ego e l'alter ego della personalità poliedrica complessa di Giovanni Carena: un campione senza vittorie, uno sportivo con tanti meriti.